Carpineto nel corso dell’ultimo secolo ha visto più di ogni altro paese del comprensorio una riduzione della propria popolazione. Negli anni 1896-1926 e dopo la seconda guerra ha contribuito in percentuale più di ogni altro al fenomeno dell’emigrazione verso i nuovi Paesi: America, America del Sud, Australia e Paesi Europei. Cessati questi periodi storici dell’ Emigrazione, tutti hanno frenato il fenomeno, soltanto Carpineto non ha trovato pace. Basti pensare che tra il 1991 e il 2001 Carpineto ha perso il 5% della propria popolazione a differenza dei paesi limitrofi, che l’ hanno aumentata o stabilizzata. Il fenomeno non è casuale, ma ha radici profonde e necessariamente va studiata qualsiasi forma per evitare il tracollo totale, cioè l’evaporazione del nostro paese. Un’analisi seria porta a dire che noi non siamo stati capaci nel corso della nostra storia di progettare il futuro.
Tutti in passato (o quasi) alla ricerca della raccomandazione per un posto di lavoro sicuro, ( si potrebbero elencare anche gli sponsor di questo fenomeno, ma non lo faremo e che direttamente o indirettamente sono i responsabili della situazione attuale) abbiamo trascurato le risorse del nostro paese. Negli ultimi anni i vari enti del territorio “Comunità Montana” e “Comune” hanno tentato e continuano ad approcciare discorsi come Parco dei Lepini e Città d’Arte, ma nonostante ciò la situazione rimane precaria. Il dato macro è che siamo tutti pendolari, (fatta eccezione dei pochi commercianti e ditte edili) non siamo in grado di produrre niente. Serve una svolta.
Ecco che allora discorsi come produzione di energia attraverso le Biomasse, attraverso l’Eolico e il Fotovoltaico (Discorsi fatti sul forum del sito) non sono da buttare via, anzi sarebbero la svolta per il nostro territorio.
Attraversiamo il ponte, lasciamoci alle spalle l’immobilismo che ci ha accompagnato per tanto tempo, cerchiamo di risollevare questo paese e facciamo si che la gente non venga soltanto il periodo delle fraschette e della sagra della caldarrosta, ma che possa mettere le radici. Cerchiamo di rendere appetibile Carpineto, quindi si allo sviluppo territoriale, meno vincoli e soprattutto SI a progetti che danno futuro.
Non culliamoci su Papa LEONE XIII. |