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CARPINETO - NEW YORK
La prima emigrazione (1896-1924)
di Giulio Cacciotti e Quirino Gaviglia
Era il 28 marzo 1896 quando Pietro Cacciotti, diciasettenne di Carpineto, sbarcò dal piroscafo California nel porto di Ellis Island, l'isola di New York (già riserva di ostriche per gli indiani Manhattan) che accoglieva gli emigranti e ne registrava l'arrivo.
Tra i primi di una lunga serie (poco dopo il 21 dicmbre 1901 Antonio Cacciotti di 33 anni, Giuseppe-25, e Tommasina -24 con Giovanni Campagna-32, Tomaso Martella-20 e Serafino Macali-60), partivano da Carpineto a piedi, in baroccio o in diligenza, raggiungevano la stazione ferroviaria di Segni-Paliano e da lì proseguivano per Napoli dove, sfidando naufragi ed epidemie, si imbarcavano sulle "navi di Lazzaro": biglietto di terza classe al costo di 150-190 lire (nel 1904 pari a 100 giornate lavorative di un bracciante agricolo), ammassati spesso in più di 2000 entro stive capaci di non oltre 600-1000 passeggeri, rischiando colera difterite morbillo asfissia avvelenamento di cibi avariati nonché la fame, in navi già utilizzate a volte per la tratta di schiavi .
Dopo circa venti giorni di traversata oceanica, avvistavano la statua della Libertà che illumina il mondo (1886), il colossale bronzo dello scultore francese Frédéric Auguste Bartholdi: finalmente l'America!
Furono duemilaottocentotre le donne e gli uomini che in diciotto anni (1902-1920) abbandonarono il paese per destinazioni all'estero, dal Nord Europa ai paesi del bacino mediterraneo, alle due Americhe: alcuni vi si stabilirono, i più rimpatriarono, molti riemigrarono più volte.
Basterebbe leggere Dagli Appennini alle Ande, il racconto mensile di maggio in Cuore o Sull'oceano di Edmondo De Amicis, e specialmente Son of Italy di Pascal D'Angelo per conoscere le cause dell'imponente emigrazione italiana e le condizioni delle classi più diseredate che fornivano il contingente di massa a tale triste esodo : insufficiente o inesistente il lavoro, la "fame" per molti, per pochissimi l'avventura, per tutti la povertà ma anche la speranza di poter procurare alla propria famiglia un sostentamento.
Questi cenni di storia sociale di un piccolo Comune escludono forzature epiche; eppure, dopo i tanti e culturalmente pregevoli riferimenti pubblicati su Personaggi illustri o così considerabili, nativi di Carpineto o qui occasionalmente transitati, è doveroso risarcimento segnalare le Persone, le centinaia, anzi le migliaia di persone di questo territorio che un secolo fa, in spalla un fagotto o una valigia di cartone, emigrarono soprattutto in America per svolgere i lavori più pesanti e meno retribuiti: dall'"aristocrazia" alla "plebe", dunque.
E fu questa plebe che con le rimesse in dollari, frutto di faticosissimo lavoro e di inimmaginabili umiliazioni e traversie, agevolò la fondazione di più banche per la difesa del risparmio e l'esercizio del credito (banche messe poi in liquidazione), e modificò l'urbanistica del paese finanziando la costruzione di nuovi quartieri, così procurando lavoro agli artigiani e alle imprese locali: da erigergli un monumento a questo Quarto stato!
Gli uffici competenti del porto di Ellis Island hanno conservato nei loro registri di sbarco i nomi di milioni di uomini e donne d'ogni nazionalità che lì approdavano; al contrario, i competenti uffici italiani hanno di recente, così sembra, avviato al macero i registri di imbarco dai porti di Genova Napoli e Palermo di milioni di cittadini che da lì partivano per gli Stati Uniti; la patria smemoratezza, o peggio, impedisce raffronti nominativi incrociati: per fortuna che c'è l'America a custodirne la memoria e a tramandarla.
Tale memoria è accessibile a tutti gli utenti di internet , ma non tutti posseggono il computer, e da ciò, allora, l'impegno di Giulio Cacciotti a selezionare le informazioni e a trattarne i dati in ordine alfabetico nella tabella esplicativa apposita, corredandola di una sezione fotografica.
Rispetto alla cronaca familiare individuale, sempreché di essa si serbi ancora il ricordo, questo è l’ elenco storico collettivo, o un'istantanea di gruppo, degli emigranti di Carpineto negli Stati Uniti nei primi due decenni del '900; e questo è pure il limite temporale e spaziale che non possiamo né vogliamo per ora superare.
Dedichiamo questa breve ricerca agli antenati ma la proponiamo ai loro nipoti, forse ignari del "sogno americano" dei loro avi.
q.g.
La ferrovia Roma-Napoli via Velletri-Segni/Paliano-Ceprano fu inaugurata il 27 gennaio 1862 dai cardinali Antonelli, Altieri e Mertel , v. Alessandro Chiaravalloti, Le strade ferrate nello Stato Pontificio dal 1829 al 1870, Roma, Libreria Eredi Veschi, 1969, p. 127 (Ringrazio il Dr. Luigi Marozza per l’ informazione bibliografica)
somma che raffrontata al 2005 eguaglia £. 1.107.371,67 (Euro 571,909) o £. 1.402.602,382 (Euro 724,383), e cioè £. 150/190x7382,1178 (coefficente Istat di rivalutazione monetaria per il periodo: anno 1901-anno 2005)
T. Rosati, L'assistenza sanitaria degli emigrati e dei marinai, 1908, passim ; per le malattie contratte nel viaggio e la mortalità conseguente, vedi Annuario statistico dell'emigrazione italiana, a cura del Commissariato Generale dell'emigrazione, Roma 1926, al suo indice.
su 4182 e 5216 abitanti presenti (censimenti 1901 e 1911). Negli stessi anni gli emigranti dei paesi vicini sono: Artena 1318 (abit.5016-5019); Gavignano 764 (abit.1191-1347); Gorga 473 (abit.820); Montelanico 874 (abit.1877-1888); Segni 2627 (abit.6994-6584), per un totale di 8837 emigranti, in: Ministero di Agricoltura Industria e Commercio-Direzione Generale della Statistica, Statistica della emigrazione italiana,, Tip. Naz. G. Bertero, Roma 1903 (e anni successivi in vari volumi presso la Biblioteca dell'ISTAT, coll.304.80945021), vedi alla Tavola analitica allegata.
Pascal (Pasquale) D’Angelo (Introdacqua (L’Aquila) 1894 – Brooklyn 1932); il libro autobiografico venne pubblicato a NY nel 1924; la traduzione di Sonia Pendola per l'editore Il Grappolo di Salerno è recente (1999).
Il Centro Studi per l'Emigrazione di Roma-CSER [www.cser.it; tel.:065809764, via Dandolo, 58 Roma] possiede una fornitissima biblioteca specializzata sull'argomento, ma per uno scaffale di letteratura essenziale sull'emigrazione, oltre ai già citati, vedi:
Altreitalie. Rivista internazionale di studi sulle popolazioni italiane nel mondo.
Corrado Alvaro, L’amata all finestra, Mondadori, 1958
Cesare Cantù, Portafoglio di un operaio, Bompiani, 1984.
Luigi Capuana, Gli americani di Rabbato, Piccoli, 1986.
Emanuel Carnelavali, Il primo Dio, Adelphi, 1978.
Carlo Collodi, Il testamento di Berlingaccio. Storia di un piccolo emigrato
Cresci e Guidobaldi, Partono i bastimenti, Mondadori, 1980.
Pietro Di Donato, Cristo fra i muratori
Stelio Fongaro, Lo straniero. Antologia della letteratura classica e italiana, Cserpe, 1985.
Emilio Franzina, Dall’Arcadia in America, Torino, Ed.della Fondazione Giovanni Agnelli, 1995.
Emilio Franzina, Merica, Merica! Emigrazione e colonizzazione nelle lettere dei contadini veneti e friulani in America Latina,
Giuseppe Giacosa, Impressioni d’America, Muzzio, 1994; Giuseppe Giacosa,"Donne meridionali fra le spazzature di Chicago" in Nuova antologia, 16 agosto 1892.
Helen Barolini, Albertina
Carolina Invernizio, I drammi degli emigrati, Quartara, 1950.
Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli, Einaudi, 1981
Claudio Magris, Un altro mare, Garzanti, 1991.
Jerre Mangione, Montallegro, Asie, 1955
Jean Jaques Marchand, a cura di, La letteratura dell’emigrazione, Gli scrittori di lingua italiana nel mondo, Edizioni della Fondazione Giovanni Agnelli, 1991.
Giovanni Pascoli, Italy, Nuovi poemetti, Prose, Mondadori, 1944, 1971
Cesare Pavese, La luna e i falò
Luigi Pirandello,"L’altro figlio" in Novelle per un anno, Mondadori, 1956.
Giuseppe Prezzolini, I trapiantati, Longanesi, 1963.
Mario Puzo, Il Padrino
Nino Ricci, Vita dei santi, Vibo Valentia, Monteleone
Josè Rimanelli, Biglietto di terza, Mondadori, 1958,
Josè Rimanelli, Tragica America, Farigliano, 1968.
T. Sbordonaro, La spartenza, Einaudi, 1991
Leonardo Sciascia, Gli zii di Sicilia, Einaudi, 1963.
Leonardo Sciascia, "Il lungo viaggio" in Il mare colore del vino, Adelphi, 1996.
Ignazio Silone, La volpe e le camelie, Mondadori, 1982.
Ignazio Silone, Uscita di sicurezza, Longanesi, 1971;
Ignazio Silone, Il seme sotto la neve, Mondadori, 1982.
Mario Soldati, America primo amore, Mondadori, 1981.
Gay Talese, Ai figli dei figli, Rizzoli, 1992.
Joseph Tusiani, La parola difficile. Autobiografia di un italoamericano, Schena, 1988.
Giuseppe Ungaretti, L’allegria, in Vita d’un uomo, Mondadori, 1972.
Giovanni Verga, I Malavoglia,
Elio Vittorini, Conversazione in Sicilia, Einaudi, 1966.
La Commissione parlamentare d'«Inchiesta Agraria e sulle condizioni della classe agricola» (1877-1884) votata dalla Camera il 15 marzo 1877 con legge n. 3730 e presieduta dal senatore cattolico il conte Stefano Jacini (1827-1891), rivelerà le inenarrabili sofferenze di quelle classi, v. S. Jacini, I risultati della Inchiesta agraria, Einaudi 1976, p.132-135, 138-141 e passim. che cita la frase: «La nuova Italia, questa madre snaturata che respinge dal proprio seno i suoi figli»; per Gaetano Salvemini(1873-1957): "Nel Sud si ricava dalla terra appena tanto da mangiare e da pagare le tasse[...] Se non ci fosse l'emigrazione transoceanica, avremmo ad ogni cattiva raccolta...delle vere e proprie crisi di fame".
La Regia Prefettura di Roma con missiva Urgentissima del 13 luglio 1933, prot.48392, comunica ai Ministri delle Finanze, Agricoltura, Corporazioni e Interno che "In Carpineto esistono tre istituti di credito: la Banca Agraria, la Banca Leone XIII e la Cassa Rurale, i quali, da qualche tempo versano in una situazione di dissesto ed hanno sospesi i pagamenti, onde si è determinato uno stato di malcontento in quella popolazione, specie per il fatto che le tre banche avevano assorbito la maggior parte delle rimesse degli emigranti, creando una situazione veramente pietosa che potrebbe avere anche ripercussioni sull'ordine pubblico. [...]", in ASBI, Vigilanza Aziende di Credito, pratt. n.6334, fasc.2, pag.28.
Un anno prima, il 2 aprile 1932, nella relazione di venti pagine inviata all’ “Illustrissimo Sig. Governatore della Banca d’ Italia” relativa alla visita ispettiva alla Banca Leone XIII di Carpineto Romano nei giorni 21 marzo e seguenti, l’ Ispettore dell’ Ufficio di Vigilanza, valutato il grave debito di oltre £. 900.000 [ pari a £. 1.548.315.900,00 = € 799.638,43] in conto capitale provocato dagli amministratori “frodolentemente”, conclude cosi: << …Con questa somma si potrebbe invece soddisfare i depositanti, i quali, è doveroso dirlo (almeno per ciò che riguarda Carpineto), son povera gente che ha sudato il risparmio anche nelle lontane Americhe, e che oggi vede più che dimezzata la già misera sostanza >>, in ASBI, Vigilanza, pratt. n. 8557, fasc. 1, pag. 53.
(Ringrazio la Dr.Valeria Giaquinto per la cortese e preziosa assistenza).
Sulle vicende di tali banche, costituzione modificazione e loro fallimento avvenuto nel 1926 e nel 1933, con imputazioni anche penali ai loro amministratori, un gruppo di studio con la consulenza tecnico-bancaria della Dr. Ninfa Napoli, pubblicherà a breve i risultati
Gianfausto Rosoli, Un secolo di emigrazione italiana 1876-1976, Roma, Cser, 1978, elaborando stime Istat- Ministero degli Interni, indica che tra il 1876 e il 1915, oltre 14 milioni d’italiani emigrarono verso il Nord Europa e, soprattutto, verso le Americhe. Si trattò di un fenomeno di estrema ed endemica miseria riguardante pastori, contadini, braccianti, manovali, falegnami, muratori ecc. che lasciarono le loro case per non morire di fame. Nel Nord America, per molti anni, gli emigranti italiani della prima generazione vissero, malvisti e dileggiati, nei quartieri-ghetto, e sottoposti a lavori massacranti quasi sempre in nero.
il sito << www.ellisisland.org >>; curato da un italiano, Steve Briganti, Presidente del Center at the Ellis Island Immigration Museum, partecipandovi The Statue of Liberty/Ellis Island Foundation, the National Park Service and The Church of Jesus Christ of Latter-day Saints,
con il decennale lavoro di trascrizione informatizzata da parte di dodicimila volontari "from the Church", e inaugurato il 17 aprile 2001, la cassaforte della memoria è "esondata" in Internet, e si è diffusa l'epidemia della nostalgia delle "radici" on line. Di 22 milioni di nomi di emigranti, ne rimangono 17 milioni, gli altri cinque corrosi dall'umidità o svenduti al macero come polpa di carta; abbastanza però perché il popolo dei figli di nessuno che l'Europa aveva "esiliato", possa ritessere la tela della sua storia (confronta pure Vittorio Zucconi, "La Repubblica", 20 aprile 2001).
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